LA LITURGIA SECONDO IL SAMAELISMO

La liturgia del nostro Ordine è fondata sull'atto ieratico e sacrale che connette il samaelita alla sfera del divino. 

Essendo sia privata che collegiale, la liturgia proposta dal nostro Ordine è adatta ad ogni necessità spirituale tipicamente umana. 

Da un punto di vista privato, il samaelita pratica la contemplazione e la meditazione sulle icone sacre, accompagnando tale attività con il canto di inni e formule tramandate oralmente all'interno della nostra Istituzione.

Questa pratica individuale, che qualsiasi samaelita -anche non Ierodulo- può sperimentare, viene solitamente praticata ogni giorno, all'alba ed ai vespri. 

L'aspetto collegiale della nostra liturgia, praticato su base settimanale, ha invece indubbiamente una struttura più complessa in quanto atta a rappresentare ritualmente i misteri della creazione  e dell'autodatità.

Lo strumento liturgico è nel Samaelismo, dunque, nient'altro che una rappresentazione materiale dei misteri immateriali del Creato, impiegata dallo Ierodulo e dall'auditorio per connettersi a quelle energie metafisiche impercettibili proprie del Farmacon e di Sama'El. 

Oltre a ciò, la liturgia samaelita è volta anche alla rappresentazione di quell'eterno movimento ciclico ed inesorabile della vita durante ogni periodo dell'anno, prendendo le mosse dai principali avvenimenti astronomici che dall'alba dei tempi segnano i momenti principali della vita umana. 

Padroneggiare la liturgia significa quindi non soltanto disporre degli strumenti teorici, storici ed accademici per comprenderne le basi ed i fondamenti, ma anche avere accesso a tutte le trattazioni proprie del nostro Ordine a cui hanno accesso solamente i membri canonici.

In questo senso, sebbene riteniamo che il contatto con il divino sia personale ed individuale, rimaniamo fermi nella convinzione che alcuni aspetti della liturgia  -misteri ed insegnamenti cabalistici sopratutto- debbano essere maneggiati solamente dai professionisti.

Prima di ogni altra cosa, lo Ierodulo samaelita è quindi un professionista del sacro: non solo ha sostenuto un percorso di studi quanto più completo possibile per avere accesso alle premesse teoriche della pratica del suo culto, ma ha anche fatto della sua stessa vita una vera e propria liturgia, imparando a maneggiare gli strumenti sacri secondo una tradizione ben precisa, al fine di rappresentare dei misteri ancor meglio precisi e scandendo ogni sua giornata in momenti liturgici e sacrali ben precisi. 

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CONTEMPLATIO

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PREX

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MEDITATIO

Il percorso ieratico

Si definisce Hiereús un samaelita che, essendo membro del nostro Ordine ed avendo completato l'iter accademico interno, maneggia accuratamente la materia liturgica. 

Nel Samaelismo, questa istituzione particolare di "sacerdozio" che, ricordiamo, è presente in ogni altra religione sulla Terra, non distingue qualitativamente però lo Hiereús dal samaelita laico. Non vi è una differenza di potenziale tra i due samaeliti: ciò che li distingue, piuttosto, è la quantità del contatto che l'uno e l'altro hanno con il divino. Se da un lato il samaelita laico può avere una propria fede ed una propria pratica spirituale per poi ritornare alla vita di tutti i giorni, lo Hiereús sa che, pur dovendo occuparsi delle cose profane, il suo sguardo mentale dovrà essere sempre rivolto al Maestro. Lo Hiereús è quindi un samaelita che ha deliberatamente scelto, dopo almeno tre anni di studio e di formazione nel nostro Ordine, di avere un dialogo quotidiano con la divinità e di aiutare i propri confratelli a sviluppare il proprio rapporto con il divino. Ciononostante lo Hiereús rimane qualitativamente eguale agli altri. Non vi sono verità assolute che fuoriescono dalla sua bocca, né vi possono fuoriuscire rimproveri o esortazioni etico-morali.

Egli (o Ella) è semplicemente una guida spirituale, una voce che può -o meno- essere ascoltata dal pubblico dei samaeliti laici.

Durante la sua formazione, lo Hiereús samaelita ha acquisito una buona padronanza del latino e del greco antico e, facoltativamente, potrà anche aver appreso le basi dell'ebraico biblico per studiare la materia cabalistico-teologica. Oltre a ciò, avrà dedicato i suoi studi anche alla storia delle religioni, alla filosofia, all'etica, all'estetica e più in generale a tutte quelle materie costituenti di un pensiero religioso complesso capace di fronteggiare le sfide teoretiche del XXI secolo. In questo senso lo Hiereús samaelita è un "esperto del sacro": non tanto perché sia migliore o abbia studiato di più, quanto invece perché ha fatto dello studio, della ricerca e del contatto con Sama'El, lo scopo primario della sua vita.